Intervista a Lali per Cosmopolitan
Author: Your Name • sabato 10 maggio 2014 • Posted by Your Web
Angelica e ribelle, al tempo stesso, con ogni sua scelta dimostra di essere una ragazza con molto carattere. Per lei, il cielo è il limite.
Sembra che ancora non se ne rendi conto. Allora va avanti. E accelera senza voltarsi indietro. Come se fosse stato un gioco andare in televisione a 11 anni, o uno scherzo cantare sui palcoscenici del mondo a 16, o un dettaglio comprare casa a 18, o una coincidenza lanciare un disco da solista a 22.
Non si siede a pensare a quell'arcobaleno di realtà fantastiche che occupano più della metà della sua vita. Potrebbe averlo fatto, ma quando ci ha provato, le è costato digerirlo: era già al vertice della montagna russa quando ha rotto il guscio infantile.
“Al liceo, quando i miei amici stavano vedendo cosa avrebbero fatto, io era già da cinque anni che lavoravo e guadagnavo”, dice Lali, che alla fine dell’intervista con Cosmo, mette il broncio quando deve conservare il portafoglio e rassegnarsi ad accettare l'invito.
Si impunta, sempre. Capelli corti da un anno, attrice. Adesso bionda, cantante. “E’ la cosa più radicale che ho fatto nella vita”. Domani? “Mi raserò”. Provoca. “Non mi interessa niente.” Con una tale dichiarazione di principi, non sorprende che prima di definirsi “super esistenziale”, china la testa in avanti, lascia allo scoperto la nuca e mostra un tatuaggio che decise di farsi a 16 anni: “E’ un simbolo giapponese. GEI significa arte ed espressione, ha a che vedere con la danza e con il corpo. Mi sono assicurata che il significato fosse corretto. Immagina se mi fossi tatuata qualcosa che volesse dire ‘prezzi bassi’”.
SOLAMENTE IO
Dice che se avesse potuto, avrebbe usurpato il corpo di Michael Jackson per usufruire delle sue scarpe durante uno show. Ma questa doppia identità desiderata ed illusoria ha la sua controparte in altro: la realtà-fiction della vita quotidiana. In questi giorni, mentre percorre il paese con il suo primo disco e il suo show “A bailar”, ha la sensazione che le hanno impiantato un padre: “Salgo su un taxi e il signore di 60 anni mi dice ‘Ah, tu sei la figlia di Adrián Suar’”.
Suar è stato suo padre in Solamente vos, la serie tv che ha distaccato Lali dal pubblico teen e l’ha esposta ogni notte di fronte a casalinghe, donne indipendenti, universitari, nonni e tassisti sessantenni. “Adesso ho fans più grandi di me – si sorprende-. Questo è nuovo, perché prima erano tutti piccoli”.
Un altro colpo di scena. “Durante l’ultimo anno, la mia vita si è ridotta a rispondere a una cosa: ‘E’ simpatico Suar?’. È la domanda della mia vita”.
Cosmo: E tu cosa rispondi
Lali: Io raddoppio la scommessa. Quando mi incontro con conoscenti di Adrián, domando loro: “Come sta mio padre?”.
Fiction e realtà come una treccia indivisibile nel suo cammino. E allora? Lei chi è? Malena di Rincón de luz? Marianella di Casi Angeles? Abigail Williams di Las brujas de Salem? Daniela di Solamente Vos? Per il pubblico è stata tutte, ma per papà Carlo, per mamma Maria José, per i suoi fratelli Ana Laura e Patricio, o per Chela, del deposito dell’angolo di Parco Patricios, sarà sempre Lali, o al massimo, Mariana. Sul suo profilo Instagram, si autodefinisce con due parole: “Sono Lali”. Non ha conflitti con chi è. Non fa terapia – “Non ho tempo”-. Si sente Beyoncé sul palco, ma quando scende ripete che non può vivere senza la grigliata famigliare della domenica. Lo spiega guardandoci negli occhi: “Ho molto chiaro chi sono nella vita e voglio continuare ad essere reale. Per questo cerco i miei momenti di solitudine, che sono il mio salvagente, perché il mio lavoro è opprimente. Ho continuamente lo sguardo e l’opinione di tutti su di me. In caso contrario, sei stanco e non sai cosa ti stia succedendo”.
UNA RAGAZZA DEL 2000
Quella grigliata è un filo che mi mantiene a terra. Ne aveva un altro che si è spezzato. Andare in famiglia allo stadio era uno dei suoi piani preferiti, ma adesso è un ricordo. “Sono fan del River, ma non si può più. Sento che se vado, mi può succedere qualsiasi cosa”, dice Lali mentre risponde al telefono –chiede permesso e chiarisce che è molto necessario- e si mette d’accordo con gli orari di una prova a due isolati dal bar.
Sa che sono circostanze del tempo in cui vive. Allerta per la strada, molto connessa sulle reti sociali (il suo profilo Twitter va verso i due milioni di seguaci, con 2000 nuovi al giorno: “E’ un mezzo diretto, ed è anche parte del mio lavoro, perché è lì che ho presentato la mia musica attraverso una twitcam”) e con la sua fama a cavallo.
C: Senti che essendo riconosciuta non puoi muoverti con libertà?
L: Credimi, non mi è mai successo, non mi ha mai generato un conflitto. Quando qualcuno passa il limite, in quel preciso momento la finisco. Ma la gente è affettuosa con me.
C: Forse, non entri in conflitto perché la fama è arrivata molto presto. La tua vita è sempre stata così.
L: Ovvio. Sono sempre stata in posti di molto successo. Da quando sono piccola sono abituata alle voragini e ai gridi. Mi sembra ugualmente potente vedere i ragazzi emozionati, quelli che sanno che il loro papà ha lavorato duro per poter pagare loro il biglietto.
C: Il successo è tentatore. Ti ha mai fatto perdere il tuo asse?
L: Mai. Cerco che niente mi contamini. Per questo cerco di vedere la persona che vuole dirmi qualcosa. Non è lo stesso guardare e vedere, io cerco di vedere, sempre.
BACI E VERSI
L'ancoraggio è al sicuro. Lali sa che il suo cammino di successi infastidisce, ma sa anche che le avanzano gli argomenti per sentirsi con i piedi per terra. “Non credo nel destino. Credo che sono io quella che lo costruirà con lo sforzo”, rimarca, seria, prima di rilassarsi con l’abbraccio dell’attore Carlos Belloso, che la vede dall'altro tavolo e si avvicina per salutarla. E così come per molto tempo ha volato su un tappeto magico che non gestiva, adesso è arrivato il tempo di atterrare e decidere. Per la prima volta nella sua vita, le danno la possibilità di scegliere il suo partner per una commedia famigliare che farà a Pol-ka a partire da metà anno. O, almeno, ascoltano le sue preferenze. “Io ho detto dei nomi: voglio baciare quello o quell'altro. Ma siccome sarò una suora, non credo che ci saranno baci fino all'episodio 140”. Non rivela gusti. Non menziona nemmeno i suoi partner nella vita reale, il suo fidanzato da quattro anni Benjamin Amadeo, o il suo ex Peter Lanzani. E non si preoccupa della questione centrale: l’altezza. “Sono molto bassa, ma si risolve con i tacchi. Inoltre, i partner della tele sono bassini. Guarda Adrián Suar, mio papà, è un tappo”. Ma Suar –nel suo ruolo di produttore- l’ha già pensato, e cercherà che sia Benjamin Vicuña colui che farà innamorare Lali nella fiction.
L’amore fuori dalla tele è un’altra cosa. “In un periodo di molto successo, sono uscita con qualcuno che ha fatto finta di non sapere niente di me. ‘Tu che lavoro fai?’, mi disse. Io sapevo che mi conosceva. Iniziammo male. Ma quando ti innamori, ti innamori. Benja ed io (Amadeo) siamo tali e quali, Toro e Bilancia, come un magnete, in tutto”.
C: In questo caso, la differenze evidente non è l'altezza, ma l'età.
L: Abbiamo parecchi anni di differenza, otto anni. Lui ne ha 30. Ma non si nota.
C: Si notava di più quando avete iniziato ad uscire?
L: Certo, io ne avevo 18, e lui 26. Questo, a papà Carlito ha dato fastidio. E tanto.
Rigore da quel padre -allenatore di calcio- che ad otto anni non la lasciava giocare a palla con i maschi nel club Bristol di Parco Patricios, quando a lei le brillavano gli occhi per Kun Aguero. Il padre che ha discusso con lei poco tempo fa: “E’ stato il mio pianto più recente”, confessa. “Ma lo adoro, tanto come a mia madre. Lei mi ha insegnato a sforzarmi e a cercare nuove sfide”.
MATCH POINT
C: Queste sfide ti fanno felice. L’ultimo tatuaggio è un omaggio a questo?
L: Mi tatuai “Happiness”, perché l’allegria è il mio stato naturale. E mi tatuerei tutta, ma me ne farò un altro, e basta. Pensa se mi chiamassero per farmi fare un nudo o un film d’epoca, che cosa centra un drago sulla schiena?
C: Questa si chiama priorità lavorativa. Ti fa paura rimanere senza lavoro?
L: Questo lavoro ti riempie di paure. Per questo mi preparo nel caso non mi chiamasse nessuno. Non mi preoccupa questo, ho fiducia in me. Mi dicevano che se lasciavo Cris (Morena) non avrei più trovato lavoro. E vedi, è una bugia.
C: In che momento si ferma a pensare una persona come te, che vive a mille?
L: Durante notte. Amo la notte, non capisco il giorno. Non so cosa sia questa cosa della luce. Rifletto, parlo con amici, bevo un drink. C’è qualcosa della notte che mi rapisce. Lì mi scopro. Penso qualcosa e lo scrivo. Ma il giorno seguente, quando lo leggo, dico: “Che cos'è questo? Sono fuori di testa”.
C: Qual è l’ultima cosa che hai scritto?
L: Ce l’ho qui. Non avevo voglia di alzarmi dal letto e l’ho scritto sul telefono. Ho scritto “Perché nasciamo”. Ho iniziato bene e dopo mi sono arrabbiata: ho scritto che ognuno ha un ruolo, ma ho finito dicendo che non mi giudichi se non mi conosci. Mi domando queste cose, sono super esistenziale.
C: Tu, per cosa sei nata?
L: Non so bene come dirlo, ma sento che sono un mezzo per comunicare. Sia quel che sia. Sento che posso esprimere cose che altri non possono dire.
“Esprimere”, dice. E la sua mente riavvolge dodici anni. Ricorda quando ha saputo di un casting e sua madre le disse: “Neanche per sogno”. E ci è andata ugualmente, perché sua sorella la portò in autobus, di nascosto. E si persero. Ed entrò a un casting sbagliato. E rispose qualsiasi cosa. “Me ne andai arrabbiata, insultando a bassa voce e senza salutare”. Ma aveva già lasciato i suoi dati. E una settimana dopo chiamarono a casa sua. E sua madre non capiva niente. E lì iniziò tutto. Quasi senza rendersene conto, come un gioco.
CINQUE COSE CHE NON SAPEVI DI LALI… FINO AD ADESSO
1. Una fan della serie Breaking Bad. E guarda anche Homeland.
2. Il miglior regalo del suo fidanzato è stato un libro del disegnatore di moda Alexander McQueen.
3. Suo padre le ha regalato una batteria per il suo compleanno, ma suona poco. Sta imparando a suonare la chitarra.
4. Si informa e le interessa la politica, ma è “un po’ arrabbiata” con chi ci rappresenta.
5. La sua grande virtù è ridere di molte cose che agli altri non fanno ridere.
-Mi piacerebbe che la mia carriera di cantante assomigliasse a quella di:
ALLA MIA.
-Il momento del giorno che più sfrutto è:
AMO LA NOTTE PERCHÉ ISPIRA E BISOGNA PENSARE.
-Il ruolo che ho interpretato meglio è:
CHE LO DICANO GLI ALTRI!
-La mia città preferita è:
BUENOS AIRES
-Il complimento più bello che mi hanno detto è stato:
MI FAI RIDERE MOLTO.
-Sono insicura di me:
NON SO PERCHÉ MA HO SEMPRE BISOGNO DI QUALCHE BATTUTA.
-Tra dieci anni mi vedo:
PRODUCENDO PER ALTRI. E CANTANDO PER IL MONDO. AH! E REGISTRANDO MOLTI FILM,
-Realmente, ammiro le donne che:
SI METTONO CIÒ CHE PIACE A LORO E CHE LE FA SENTIRE COMODE.
-Sono dipendente:
AL CIOCCOLATO
-Mi sento sexy quando:
BALLO
-Nella mia valigia porto sempre:
CREME!
-Il miglior consiglio di moda che ho ricevuto è:
“AL TUO CORPO LE COSE A VITA ALTA STANNO MEGLIO”.
-La mia arma di seduzione per chiamare l’attenzione di Benjamin:
ESSERE REALE
Fonte: ~Mirame Mirate tema Re Laliter~
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